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domenica 22 luglio 2018

UNA MOTIVAZIONE SENZA L'ALIBI DELLA SCRITTURA

Luglio 22, 2018   Maria Rosaria Cofano
 
… quando ho iniziato a scrivere "PROGENIE DEGENERE", ero ancora su un altro romanzo (che poi ho pubblicato con la Bastogi, dal titolo "NORA DAREN – il Corpo, il suo Supplizio"), e l’ho vissuto, subìto, come una sorta di flaschback; dunque la brevità frammentata del racconto e l’incognita del senso. Ho sempre avuto una predilezione per i racconti atemporali, di quelli capaci di raccontare più l’emozione di uno spazio. La mia scrittura non è indubbiamente facile. Amo scrivere e lo faccio quasi in maniera animalesca. Non ho paura della verità, tantomeno di raccontarla. Sono cresciuta con letture di autori datati e direi quasi per niente contemporanei, per poi smettere di leggere, quando la scrittura dentro di me premeva, affinché le dessi forma. Mi rendo conto che tutto non possa piacerci completamente e preferisco quello che non mi piace, quanto sia diverso da me e paradossalmente nella scrittura trovarlo affine.

sabato 23 giugno 2018

FANTASMI, NON E' LUI



Giugno 23, 2018   Maria Rosaria Cofano

Bisogna scattare tante foto, anche quando la persona pensa di non essere fotografata. Carpire il senso di una persona, non potrà mai essere legato a una metodica. Il genere di foto che fai, quello vincolato alle cerimonie, agli eventi, dove tutto è organizzato ad hoc, per un risultato che galvanizzi il bello e l'usuale, è un tipo di fotografia che considero fine a se stessa [...] ma se ti muovi in un campo fatto di espressività, naturalezza, patos, allora devi andare ad investigare tra gli umili, il brutto, l'inaccettabile... quella fotografia rende altissimo il livello. Non sto biasimando il tuo occhio, ma per come io intenda la fotografia: meno artificio e costruzione ci sia dietro uno scatto, tanto più ne guadagna lo spessore fotografico in termini di significato. Lo so che tutta la fotografia oggi sia corretta, modificata, però quella che mi colpisce è quella che abbia in sé una morale fino ad insidiarla, per un messaggio, anche per quanto inaccettabile possa apparire. Tu dovresti avere in tasca sempre una piccola macchina fotografica... e comunque non rallentare per nessuno. Non smettere mai di cercare e osare. Ora stai scrutando un campo, dove diventerai sempre più consapevole di quello che vuoi vedere e fermare. La tua fotografia evolverà. Cercherai altri sensi, altre condizioni... e chissà tra una diecina di anni, guardando le tue prime foto, il tuo bagaglio iniziale, come saranno gli ultimi scatti, se ancora sarai capace di leggere un'emozione come la prima volta.

  • Fotografia di  Eikoh Hosoe

I miei romanzi:

PROGENIE DEGENERE - L'origine del male

NORA DAREN - Il Corpo, il suo Supplizio

 


CORREZIONE GRAMMATICALE E SINTATTICA. EDITING...

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